Digital Profiling & Privacy
di Alessandro di Maggio e Telesio Perfetti
(redazione Computerlaw.it - Informatica e Diritto)
L’articolo è apparso originariamente su Il Nuovo Diritto - Rassegna Giuridica Pratica, n.1-2/2007, pag. 108 e ss, nell’ambito della Rubrica “Diritto delle Nuove Tecnologie” (a cura di Marco Scialdone)
Abstract: Nel porre al centro dell'attenzione l'utente si tende ad una visione sempre più integrata e complessiva del rapporto con lo stesso, al fine di una maggiore personalizzazione del servizio.
A tal fine le aziende devono necessariamente reperire un elevato numero di informazioni idonee a tracciare le abitudini dei clienti.
Una simile esigenza implica che le politiche di CRM debbano far leva su tutta una serie di informazioni che dovranno necessariamente essere approfondite e personali, e che, solo inizialmente, proverranno dall’esterno (database, siti web, etc.), mentre, in seguito, saranno continuamente arricchite mediante l’allestimento di un sistema informatico in azienda.
Se è vero che le aziende sono fortemente orientate all’utilizzo di siffatti sistemi, al contempo (soprattutto quando il cliente è un consumatore) è altrettanto doveroso per le medesime garantire il “giusto” utilizzo dei dati reperiti al fine di non invadere la privacy dei sogget-ti profilati: esigenza, quest’ultima, che non viene scarsamente presa in considerazione.
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Inserito il 25/07/2007 | E-Privacy
