Quanto sono aperte le maglie della rete
di Fiorello Cortiana (Comitato Consultivo sulla Governance di Internet)
La rete di Internet costituisce il più ampio spazio pubblico mai conosciuto, ma la possibilità di agire al suo interno come produttori e come utenti di informazione, comunicazione e conoscenza, vengono costantemente messe in discussione da tutti coloro che dalla politica del controllo e dalla economia della scarsità perpetuano una rendita di posizione dominante.
La restrizione della libertà di azione e di parola per gli internauti avviene sul piano normativo nel nome della lotta al terrorismo negli USA con il "Patriot Act", in Cina per la "conformità alla morale socialista", in Iran per la lotta alla pornografia, in Italia per la lotta alla contraffazione con la "legge Urbani" (sic!), ma anche Cuba e in molti altri Stati.
La creazione di scarsità nel mondo della immaterialità digitale riproducibile senza limiti, avviene attraverso strumenti come i DRM (da Wikipedia: si intendono i sistemi tecnologici mediante i quali i titolari di diritti d'autore (e dei cosiddetti diritti connessi) possono esercitare ed amministrare tali diritti nell'ambiente digitale, grazie alla possibilità di rendere protetti, identificabili e tracciabili tutti gli usi in rete di materiali adeguatamente "marchiati"), o con i tentativi di legare la riproduzione di contenuti digitali a supporti che usano esclusivi sistemi operativi, con la discrezionalità nella disposizione di Banda e con l'ipotesi/tentativo di sdoppiare la rete, e così via. Buon ultimo il Commissario Europeo Frattini ha proposto, contro il terrorismo...e cos'altro altrimenti, di chiedere alle corporation del software di proporre una censura selettiva di parole indesiderate, qualcosa di simile a quello che si fa in Cina, dove si selezionano le parole incriminate individuando il nominativo corrispondente all'indirizzo IP utilizzato.
Così, parallelamente allo svilupparsi quantitativo e qualitativo della rete, sia in termini di informazioni e contenuti scambiati che nell'alimentare un'opinione pubblica avvertita, si sono succedute le iniziative che per via tecnologica e normativa cercano di ridurre questa impresa cognitiva collettiva ad un insieme di vetrine e di scaffali digitali.
E' evidente che la rete di Internet non è un sistema spontaneo che in modo ineluttabile permetterà lo sviluppo delle potenzialità interattive e di calcolo che essa prospetta e promette. Internet è un terreno di conflitto politico dove la codificazione dei diritti, alla privacy, all'accesso, alla parola e all'alfabeto digitale per esprimerla, non è per nulla scontata. I portatori di interessi sociali, culturali, professionali,economici e politici, se ne stanno rendendo conto attraverso la reazione, spesso efficace, alle azioni restrittive messe in atto. Solo una diffusa consapevolezza e un processo aperto e partecipato possono mettere in atto azioni politiche capaci di affermare nuovi diritti per la cittadinanza digitale, che non è quella degli "avatar" di Second Life.
Per questo, anni fa, prima del Summit Mondiale dell'ONU sulla Società dell'Informazione a Tunisi, WSIS, insieme a Stefano Rodotà, Gilberto Gil, Walter Veltroni, Lawrence Lessig, Richard M. Stallman, Danièle Auffray, Mariella Gramaglia, Michelangelo Pistoletto, Artista, Nicola Piovani, Mauro Pagani, Carlo Feltrinelli, Dany Cohn Bendit, Giovanni Pugliesi e tantissimi altri lanciammo l'appello "Tunisi mon amour" per una Carta dei Diritti della Rete. La questione è stata oggetto di discussione e di azione in rete e in diversi ambiti istituzionali e sociali, proprio qualche giorno fa Stefano Rodotà è stato un relatore alla Conferenza Internazionale su etica e diritti nella società dell'informazione di Strasburgo.
Il Governo Italiano ha condiviso la proposta divenendo promotore di una coalizione internazionale, con Governi e ONG. Su iniziativa del Ministro Luigi Nicolais e del Sottosegretario Beatrice Magnolfi, il Governo Italiano, in cooperazione con il Segretariato dell'Internet Governance Forum (IGF) e le Nazioni Unite, ha organizzato la Conferenza Internazionale "Dialogue Forum on Internet Rights", che si terrà a Roma il 27 settembre 2007, presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio. Interverrà anche il Commissario Europeo alla Società dell'Informazione Viviane Reding.
L' iniziativa si colloca all'interno del processo dell'Internet Governance Forum, il cui prossimo appuntamento sarà a Rio de Janeiro in Novembre, ha l'obiettivo di fare avanzare il dibattito internazionale "multistakeholder" tra rappresentanti di Governo, società civile, settore privato, accademia e comunità tecniche sulla definizione di un insieme di diritti comuni e condivisi, che garantiscano l'apertura e il carattere multilaterale di Internet.
Il Forum rappresenta la prosecuzione del dibattito internazionale sul tema dell' "Internet Bill of Rights" proposto dall'Italia durante il primo IGF di Atene. Il tema sarà riproposto durante il prossimo Internet Governance Forum di Rio. Come è stato fatto prima dell'appuntamento ONU di Atene, anche ora L'Italia condivide un processo aperto e partecipato al Forum ONU a partire da uno spazio Web. Sul sito, oltre alla documentazione sulla conferenza, è disponibile una scheda per la registrazione. È inoltre attivo un forum virtuale, realizzato al fine di favorire una partecipazione il più possibile ampia ed aperta al confronto.
Le informazioni relative al Forum e le possibilità di intervento, sono disponibili all'indirizzo Internet www.dfiritaly2007.gov.it
Inserito il 14/09/2007 | Web 2.0
